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LA TERRAFERMA VENEZIANA PER UNA GRANDE CITTA'   

CICLISMO

Il 2 gennaio del 1960 moriva Fausto Coppi, tra i frequentatori del bar Centrale della Gazzera la notizia della morte diffuse un profondo sgomento per la perdita del "Campionissimo", come d'altro canto in tutti gli sportivi italiani. Il tragico evento fu elemento determinante per far divenire realtà, quello che gli sportivi del quartiere mestrino della Gazzera rimuginavano da tempo: creare una società ciclistica. Nel quartiere già esisteva una polisportiva che svolgeva attività di atletica leggera, calcio e pugilato, ma quello che mancava era una società ciclistica, uno degli sport più popolari e amati dalla gente.

Fu così che Mario Dandolo, tifosissimo di Fausto Coppi, Cesare Fuin, Gigi Aita, Bruno Marello, Franco Bonaldi, Giorgio e Giovanni Trento, con il contributo finanziario dei fratelli Favaretto, decisero di fare l'affiliazione della neo società all'Unione Velocipedistica Italiana (antesignana dell'attuale Federazione).

Naturalmente bisognava incrementare i fondi, poiché l'attività sarebbe stata onerosa e a tal fine furono organizzati nel quartiere una gimcana e un incontro di pugilato i cui proventi andarono a incrementare quanto i soci avevano messo da parte.

L'atto costitutivo della società vide la luce nel mese di maggio 1960, primo presidente eletto dai soci fu l'indimenticabile Giovanni Valla, tra l'altro socio storico anche della Coin Atletica. Comunque vero "Deus ex machina" della società fu Cesare Fuin che con il suo entusiasmo fece da volano a tutti gli altri.

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